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Ceneri e Luce

Dall’11 al 26 aprile 2026, il Complesso Monumentale delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile accoglie la mostra internazionale “Ceneri e luce”, un percorso artistico e spirituale che invita a riflettere sul dialogo eterno tra fine e rinascita, oscurità e rivelazione.

Nella terra dei santi, dove la storia si intreccia con il sacro, 27 artisti internazionali provenienti da 18 Paesi raccontano, attraverso linguaggi contemporanei, nuove possibilità di equilibrio e pace. Le opere diventano tracce di un’umanità che, anche dalle ceneri, sa ritrovare la luce.

Vernissage: sabato 11 aprile 2026, ore 17:30
 Ingresso gratuito per l’inaugurazione

Complesso Monumentale delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile

Orari di visita
Martedì, mercoledì, domenica: 8:30 – 13:00
Venerdì e sabato: 8:30 – 13:00 / 14:30 – 19:30

Artisti in mostra
Giuseppe Abbate – Gama, Massimo Borrelli, Nick Böttge, Maria Rachele Branca, Massimo Carriero, Maria Danilenko, Rika Maja Duevel, Barbora Gazurova – Sharuzen, Martha Green Doran, Elke Hubmann Kniely, Isidora Jovanovski, Gerhard Kroyer, Lausen, Valentina Moravčević, Attila Olasz, Basilios Papaioannou, Alexandra Piras, Galina Poloz, Andreea Puiu – PAI – INNER LINES, Antonio Rodi Napolitano, Oksana Rohovska – Roksana, Fabien Serio – Soulstorm, Silvija Sikavica, Paulina Staniec, Iva Stefanova – IS, Dragana B Stevanovic, Jenny Tsoneva.

La mostra è promossa dalla Fondazione Premio Cimitile e dal Comune di Cimitile, con il contributo di Regione Campania e Città Metropolitana di Napoli.

Curatrici:  Rossella Bellan, Antonietta Panico

Storico dell’arte: Gianpasquale Greco

Progetto grafico: Antonio Imparato

Progetto allestitivo: Giulio Bellan

Call Crossing Paths

Call for Artists – Residenza artistica 2026

Università degli Studi di Milano promuove la residenza artistica “Crossing Paths: Stories of Vulnerability and Resilience”, un progetto dedicato al dialogo tra arte contemporanea e scienze della Terra.

L’iniziativa è ideata dalla Stazione Valchiavenna per lo Studio dell’Ambiente Alpino (Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio”) e nasce con l’obiettivo di affrontare, attraverso linguaggi transdisciplinari, il tema del dissesto idrogeologico come manifestazione concreta degli effetti del cambiamento climatico nei territori montani.

La montagna diventa così non solo luogo geografico, ma spazio di relazione, memoria, conflitto e adattamento.

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