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Veils of silence

Veils of silence

Mostra Internazionale di Arte Contemporanea

Nartwork APS presenta dal 21 al 28 febbraio 2026 a Venezia, presso lo Spazio Espositivo San Vidal,  la collettiva internazionale “Veils of silence”, che accoglie le opere di alcuni degli artisti parte del network internazionale dell’Associazione. 

La mostra esplora la tensione tra occultamento e rivelazione, tra il dolore nascosto e la resilienza inaspettata che emerge attraverso la trasformazione. Il silenzio, dopotutto, può celare tanto quanto svelare. In un luogo simbolo della maschera e del travestimento, la mostra vuole amplifica le voci dei più vulnerabili — coloro che vivono nelle zone di conflitto, spesso inascoltati e invisibili.

Attraverso l’arte, indagheremo l’interazione tra visibile e invisibile, tra il dolore che rimane nell’ombra e la forza della speranza che sfida ogni aspettativa. L’arte diventa uno spazio di resistenza e guarigione, dove il silenzio non è più assenza, ma terreno fertile per l’ascolto, la trasformazione e la speranza condivisa.

Durante il vernissage, previsto per sabato 21 febbraio dalle ore 17:30, si svolgerà una presentazione della collettiva da parte delle curatrici e degli artisti presenti. Verrà anche distribuito gratuitamente, fino ad esaurimento scorte, il catalogo ufficiale della mostra con contributi critici degli storici dell’arte Maria Aurelia Catalano Rossi Danielli e Gianpasquale Greco. A seguire piccolo rinfresco. 

L’ingresso alla mostra è gratuito, dal martedì alla domenica nei seguenti orari: 10:30 – 12:30,  15:00 – 18:00, presso lo Spazio Espositivo San Vidal, in Campo San Zaccaria, Venezia.

 

Curatrici:  Rossella Bellan, Antonietta Panico

Critici e storici dell’arte: Maria Aurelia Catalano Rossi Danielli, Gianpasquale Greco

Progetto grafico: Antonio Imparato

Progetto allestitivo: Giulio Bellan

Call Crossing Paths

Call for Artists – Residenza artistica 2026

Università degli Studi di Milano promuove la residenza artistica “Crossing Paths: Stories of Vulnerability and Resilience”, un progetto dedicato al dialogo tra arte contemporanea e scienze della Terra.

L’iniziativa è ideata dalla Stazione Valchiavenna per lo Studio dell’Ambiente Alpino (Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio”) e nasce con l’obiettivo di affrontare, attraverso linguaggi transdisciplinari, il tema del dissesto idrogeologico come manifestazione concreta degli effetti del cambiamento climatico nei territori montani.

La montagna diventa così non solo luogo geografico, ma spazio di relazione, memoria, conflitto e adattamento.

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